Per trasformare una manicure basta poco. Un tocco di colore, una leggera sfumatura, un dettaglio che si richiama a mondi lontani, a estetiche diverse e profondamente ispirazionali. Con i piedi ben radicati a terra e lo sguardo rivolto altrove, a guardare in direzione di declinazioni di bellezza così distanti dalle nostre da apparire inizalmente assurde e strane è Michela May, conosciuta in arte come La Coach delle Unghie, che in questo speciale svela tutto quel che c'è da sapere sulla nuova tendenza unghie del momento, le K-Nails. Oltre ad aver scoperto come realizzare da soli delle perfette Aura Nails alla coreana, abbiamo approfittato dell'occasione per fare due chiacchiere con lei, entrare nel suo mondo e chiederle qualche prezioso consiglio, che trovate qui in esclusiva per Cosmopolitan Italia, testata giornalistica che Michela stessa ha definito «uno spazio dove poter davvero esprimere l'animo e l'artisticità di ognuno».
Com’è nata l’idea di declinare le Aura Nails in questa versione “ghiaccio”, come l’hai definita tu?
«Da una parte, sono sempre stata affascinata dal mondo orientale, dall'altra, l'ascesa della skincare coreana, costituita da tantissimi step e meravigliosa, mi ha invogliata a scoprire come le ragazze coreane esprimessero il loro concetto di bellezza attraverso le unghie. Così ho cominciato a notare delle cose un po' particolari, con dettagli che si richiamano al mondo dei manga, effetti opalescenti a cui si combinano effetti più colorati, sfumati, ma comunque molto luminosi, texture velluto ma soffuse, in genere caratterizzate da un'aura, un'ombra posizionata al centro dell'unghia tendenzialmente di colore carne o rosato». Nel raccontarci il suo "primo incontro" con le Korean Nails, abbreviate in K-Nails, Michela May si sofferma su come inizialmente l'effetto ottico dato da questa nail-art non le avesse fatto una così bella impressione: «Con quella macchia al centro, quasi mi sembrava che fosse dovuta a un problema della lamina ungueale, non una decorazione». Allo stesso tempo, quella sensazione di stranezza ha generato in lei interesse, il che si è tradotto nel desiderio di approfondirne la conoscenza, studiarne i procedimenti e comprendere come ricrearle nel modo più semplice possibile, così da poter condividere una versione personalizzata con la sua community, il tutto diffondendo un'idea nuova e innovativa di cui in Italia e in Occidente si parla ancora poco.
Come lei, anche il suo pubblico ha avuto una reazione piuttosto ostile ma, come ci racconta Michela, è proprio questo ciò che sperava: il video dedicato al trend ha prima destabilizzato, ma è stato uno con maggiori visualizzazioni tra quelli che ha pubblicato e, ad oggi, le K-Nails si sono convertite in una delle manicure più richieste del momento. «La gente ha capito che c'è anche un modo diverso di realizzare le Aura Nails. Oggi in negozio faccio quasi solo auree di tutti i colori, talvolta combinandole ad altri effetti, come ad esempio quello a sirena, che dà alla struttura un finish sfaccettato quasi in 3D. A rendere sempre più apprezzate le Korean Nails c'è anche la tendenza che vede combinarsi il mondo della manicure al make-up, e quindi l'impiego di prodotti in polvere pensati per il trucco che, quando applicati sulle unghie, permettono di creare fantasie sfumate, proprio come le aura in stile coreano».
A proposito di ombretti, sul tuo profilo hai pubblicato un tutorial su come realizzare le K-Nails a casa da soli. Hai qualche consiglio in più da dare ai nostri lettori?
«Esatto. Nel video tutorial ho usato l'ombretto di Chiara Ferragni Brand, la cui nota di rosa è proprio quella che stavo cercando. Naturalmente, per realizzare nail-art di questo tipo esistono delle polveri apposta, ma se si hanno ombretti dalla polvere molto secca, non oleosa, che quindi faccia grip con i prodotti applicati come base e coat, questi possono essere usati per rendere la manicure a casa più giocosa e sperimentale». Con non pochi tentativi, il procedimento fai-da-te messo a punto dalla Coach delle Unghie per delle perfette K-Nails con smalto normale si esegue con una manciata di prodotti e qualche passaggio fondamentale.
«La prima cosa da fare è preparare le unghie spingendo le cuticole con il bastoncino d'arancio e un gel per le cuticole che faciliti la pulizia dell'area per ungueale. Dopodiché con un pad e del cleanser bisogna rimuovere le oliosità dell'unghia e applicare la base smalto. Qui arrivano i passaggi più importanti. Una volta asciutta la base, si passa alla stesura di un sottile strato di smalto rosa lattiginoso e nude su cui, passati circa 20 secondi, si va poi ad applicare l'ombretto con un pennello a setole corte e creare l'effetto aura. Perché la polvere si amalgami alla base è necessario che questa venga stesa quando ancora lo smalto non è completamente asciutto, procedendo quindi un'unghia alla volta e applicando la polvere colorata quando lo smalto rosa raggiunge circa l'80% dell'asciugatura». Per capire quando è il momento giusto per aggiungere l'ombretto, Michela consiglia di provare a far scivolare un polpastrello sul lato dell'unghia che, se non è liscia e scivolosa o troppo umida, dovrebbe creare un leggero attrito con lo smalto sotto. «Quando l'unghia è pronta, la polvere va schiacciata al centro con una lieve pressione e poi sfumata esercitando delle piccole pressioni medio veloci. Si procede così per ogni dito e, una volta completata l'asciugatura, arriva il momento del top coat con cui sigillare il tutto. Se si desidera, prima di concludere con il top coat si possono aggiungere disegnini o stickers a piacere con cui personalizzare la manicure». Per chi è solito eseguire il semipermanente o la ricostruzione ma non vuole compromettersi per 3/4 settimane con questa nail-art particolare, la Coach consiglia di optare per una manicure nude su cui poi andare a realizzare l'effetto aura seguendo questi stessi step fai-da-te, da rimuovere quando si desidera con un solvente senza acetone.
Prima di passare ad altro, hai qualche consiglio da dare a chi si mangia le unghie?
Per chi si mangia le unghie e le cuticole e soffre, dunque, di onicofagia o dermatofagia, è necessario fare una premessa, ossia che si tratta di disturbi ossessivo-compulsivi che hanno bisogno di essere trattati in primis rivolgendosi a uno psicologo, così da capirne l'origine e lavorare sulla problematica a partire dal fattore che la scatena. Come spiega Michela, tra il lavoro dello psicologo e quello dell'onicotecnico si crea spesso una forte sintonia, proprio perché spesso a consigliare come terapia quella della ricostruzione delle unghie sono proprio i terapeuti. Lo stesso vale per altri professionisti, come ad esempio i dermatologi e i podologi, che lavorano in simultanea con le estetiste per guidare i pazienti verso una risoluzione di un dato disturbo. «La ricostruzione unghie è la cosa più consigliata per chi soffre di queste due tipologie di disagio. In questi casi, il momento di confronto con il cliente diventa fondamentale, proprio perché attraverso la manicure che si va a fare si cerca di conciliarla al meglio con le abitudini della persona, così da ridurre al minimo la possibilità che il disturbo si ripresenti. Ad esempio, se davanti a me ho una persona che lavora molto al computer, cercherò di accorciare il più possibile le unghie così che queste, sbattendo contro la tastiera, non causino un fastidio che si potrebbe tradurre in un avvicinamento delle mani alla bocca. O ancora, se mi trovo di fronte una ragazza che ha bisogno di sentirsi più bella e self-confident, so che puntare su un'unghia leggermente più lunga può aiutare. Il tutto sempre valutando se le condizioni di salute del letto ungueale e dei valli laterali consentono di impostare una struttura e dei perimetri consoni all'allungamento». Il consiglio della Coach per chiunque soffre di onicofagia o dermatofagia è quindi quello di procedere alla ricostruzione unghie o riproduzione unghie, come la chiama lei, così da poter «trasformare il proprio disagio in cura».
Una volta scelta la ricostruzione come via per la guarigione, è altrettanto importante fare attenzione alla frequenza con cui questa viene ripetuta: «inizialmente, l'ideale è avere appuntamenti molto ravvicinati tra di loro. Questo perché una delle cose più "pericolose" che possono succedere, e che compromettono il lavoro fatto su sé stessi, è quello di ritrovarsi con un'unghia rotta e sentirsi in disordine. Chi soffre di onicofagia, se si sente in disordine anche solo un istante, si leva tutto. Se quindi l'onicotecnico consiglia un appuntamento a distanza di una settimana, è meglio presentarsi proprio perché bisogna ristabilire tutti quelli che sono gli equilibri e le strutture tali per poter seguire l'unghia in fase di allungamento naturale».
E, invece, a chi sente di non avere mai tempo per stare dietro alla manicure?
Partendo dal presupposto che pensare di non avere tempo per fare qualcosa significa non credere nell'effettività del risultato, ciò che bisogna fare non è tanto trovare una soluzione veloce da inserire nei ritagli di tempo che si hanno, ma lavorare sull'importanza che si dà all'avere mani belle e curate. E per farlo, continua Michela, non basta mettere un po' di crema e sistemare due cuticole ogni tanto, ma comprendere che il dorso delle mani, esattamente come succede nella skincare, ha bisogno di cure ad hoc per risultare sano e in ordine. «Il consiglio che si può dare alle persone che non hanno tempo è sicuramente andare di strategia. Come? Magari prendendosi una trousse che piace molto dove infilare una lima possibilimente in vetro, una base smalto ad asciugatura rapida, un olio per le cuticole e una crema mani. In questo modo, sia chi prende spesso il treno, come chi è sempre in macchina, lavora da casa o ha una call dal suo ufficio, ha modo di ritagliarsi 5/10 minuti alla settimana in cui sistemarsi le unghie senza compromettersi troppo. Insomma, a chi è che non piace avere le mani belle liscie, morbide e curate?».
Parlando di mani belle, hai raccontato in più occasioni di come La Coach delle Unghie ruoti attorno a una ben precisa filosofia: dare alle mani un aspetto curato, bello, dove il trucco c'è ma non si vede. Come questo tuo approccio alla manicure si è declinato nel tempo, arrivando a includere sfumature di colore e influenze di mondi ed estetiche lontane?
Il progetto, racchiuso alla perfezione da "effettonessuneffetto", nasce dal desiderio di andare incontro alle necessità delle persone, di dare a tutti la possibilità nonché il diritto di sentirsi bene con loro stessi, e quindi di «riproporre quella che è la bellezza naturale di ognuno, indipendentemente dal sesso». Con "effettonessuneffetto", tecnologia che promuove un approccio delicato e funzionale che permette di lavorare in sicurezza e mantenere le unghie in perfetta salute, Michela ha rivoluzionato il mondo dedicato alla riproduzione delle unghie, permettendo a chiunque di migliorare l'aspetto delle mani senza rinunciare alla naturalezza. «In seguito a un'analisi delle unghie e delle possibili problematiche che queste presentano, io creo un mix ad hoc che rispetti al meglio il colore del letto ungueale e che assicuri che la struttura sia idonea e omogenea a quello che è l'andamento dell'unghia naturale. Con il pennello e la lima vado quindi a scolpire anatomicamente la ricostruzione basandomi sulla fisicità di ognuno. Il risultato è così naturale da sembrare che tu non abbia su niente».
Non sorprende che sia stato proprio questo l'effetto scelto da attrici e modelle come Diana del Bufalo, Belén Rodriguez e Vittoria Ceretti in occasioni di film e campagne dove la richiesta era quella di avere unghie senza artifici. In poco, il progetto ha spopolato e Michela, insieme al suo team e ai La Coach delle Unghie Point — centri partner autorizzati all'utilizzo del marchio, nonché formati con specifici corsi sul know-how del metodo LCDU, sempre più popolari sul territorio —, rimane l'unica a farlo nella sua versione originale. A partire da questa base nude nel più stretto senso della parola, tutto diventa possibile: aggiungere sfumature di colore come con le K-Nails, arricchire con stickers o disegni, creare french variopinte, il tutto andando ad anticipare i micro trend che si susseguono su scala internazionale.
Aggiungere un dettaglio può essere un modo per rendere più personale una nail-art. In che modo riesci a comprendere come meglio declinare le unicità di ognuno attraverso il tuo lavoro?
«Così come per "effettonessuneffetto", nato dall'ascolto di quelli che erano i bisogni e i desideri delle mie clienti, e che rimane ad oggi il più richiesto in Italia, il mio lavoro consiste nell'ascoltare la persona che ho davanti, le sue esigenze, qualsiasi essi siano, anche le più complicate. Si tratta di un lavoro di squadra: non sono io Michela a creare gli effetti, ma sono i miei clienti, sono loro che mi danno la possibilità di poter spaziare con la fantasia e cercare di dare forma ai loro desideri. Per questo motivo, l'intervista alla cliente è la base di ogni cosa che faccio». Sono infatti molti gli effetti che nascono per rispondere alle esigenze di chi si rivolge alla Coach e, come ci rivela lei stessa, un esempio calzante è quello della "forma anatomica", nata in risposta all'indecisione delle sue clienti nel scegliere se preferire una forma quadrata od ovale.
Chiudiamo con un po’ di romanticismo. Come ci avevi raccontato a Sanremo, se non avessi fatto l’onicotecnica ti sarebbe piaciuto fare la cantante. Qual è la canzone che, per te, rappresenta al meglio la tua passione per l’arte delle unghie?
«Che bella domanda. Più che una canzone, a rappresentare appieno il mio discorso sulle unghie direi che è una cantante, Beyoncé. In un periodo in cui l'industria, il mondo della moda, delle tendenze, si spostava sempre più in direzione di uno stereotipo di magrezza, lei ha messo in primo pianole sue curve, come ad esempio succede in "Bootylicious" delle Destiny's Child. E questo mi ha ricordato che non bisogna per forza amalgamarsi, che tutte le forme sono importanti, dalla più magra alla più curvy, ispirandomi a portare avanti
il mio concetto e desiderio di enfatizzare bellezza al naturale di ogni tipo di unghia».
Non credo negli astri, eppure sono dannatamente Gemelli. Se chiedete alle amiche, mi definiscono saggia, io preferisco coi piedi per terra. Amo esplorare e viaggiare con le parole, le emozioni e i sensi, per questo scrivo anche di beauty.
Il mio passatempo preferito? Fermarmi a osservare quello che mi circonda e captarne l'essenza.











