Nell’immaginario collettivo la femme fatale sfoggia un make-up dai contrasti teatrali: occhi incorniciati da tratti neri e stratificazioni di mascara, ciglia finte come ventagli e labbra rigorosamente scarlatte. Ma la donna dallo spirito seduttivo portata in scena da Fausto Puglisi per la collezione autunno inverno 2026/2027 di Roberto Cavalli è un’altra creatura. È dark, ma affida quasi interamente all’abito il linguaggio del nero, mentre il volto resta pressoché nudo. Lo sguardo, pur restando limpido e privo di marcate pennellate, riesce comunque a farsi tagliente, diventando manifesto di una sensualità consapevole che non sente il bisogno di “mascherarsi” per affermarsi.
Nello specifico, in passerella si delineano due beauty look, firmati dall’head of make-up artist Yadim Carranza in collaborazione con KIKO Milano. Carranza costruisce una dialettica di opposti complementari, traendo ispirazione dagli anni Ottanta, più precisamente dalla scena punk londinese, con un rimando esplicito al gotico romantico di Siouxsie and the Banshees.
Il primo look appare come un esercizio di sottrazione. Il viso è quasi nudo, levigato ma non artefatto. Le sopracciglia, morbide e pettinate verso l’alto senza rigidità, incorniciano lo sguardo con discrezione, restituendo un senso di naturale fierezza. Sulle palpebre si posa una sfumatura calda e avvolgente che segue la morfologia dell’occhio senza appesantirlo, mentre le labbra, appena idratate, sono definite dalla loro stessa texture: nessun colore dominante, solo l’autenticità dell’incarnato.
Il secondo look cambia registro e si fa decisamente più scenico. Gli occhi diventano epicentro narrativo di un halo makeup intenso: la profondità si concentrata nell’angolo interno e in quello esterno, mentre un punto luce centrale amplifica lo sguardo, rendendolo ipnotico. La sfumatura si estende verso le tempie con decisione, creando un effetto liftato e a tratti drammatico. Qui entra in gioco un tocco di nero che tinge le labbra, tramite una miscela di rossetto rosso e kajal, con l’aggiunta di un accento lucido per riflettere la luce e amplificarne la tridimensionalità. Il risultato è un dialogo serrato tra luce e ombra che trasforma il viso in un’immagine grafica e magnetica.
Nata e cresciuta in Puglia, ho vissuto un po’ a Rimini e un po’ a Roma prima di tornare al Sud. Curiosa per natura e giornalista per passione (e per lavoro), su Cosmopolitan scrivo di moda e racconto le tendenze del momento, analizzando ciò che sfila in passerella e in strada. Appassionata di storia del costume, mi entusiasmano le connessioni tra la moda e le altre industrie creative, in particolare cinema, arte e architettura.
















