Rossetti, mascara, ombretti e fondotinta: sappiamo realmente cosa utilizziamo e ci mettiamo sul viso quando ci trucchiamo? A svelarci come sono davvero composti i trucchi è Alda Cifarelli, biologa e quality assurance nel settore farmaceutico, ospite del primo episodio de "La Ricerca della Bellezza". È la serie prodotta da Tatatu in collaborazione con Hearst e con la partecipazione di Valentina Debernardi, Creative Beauty Director Hearst Digital & Senior Beauty Editor Harper's Bazaar, e Michela Motta, caporedattore beauty di Elle, che indaga a 360° sul mondo del beauty e del benessere. Fra prodotti naturali, materie prime e processi produttivi, nuove funzioni e novità di moda, ecco il parere dell’esperta per capire meglio cosa c’è dentro i prodotti di make up.

Perché è non è facile capire cosa c’è dentro al prodotto

“Per un consumatore è difficilissimo, perché sono dei nomi completamente sconosciuti”, afferma Cifarelli. “Bisogna però sapere che sono nomi codificati da un indice generale di ingredienti cosmetici che sono quelli ammessi. Sono indicati nelle composizioni in ordine decrescente di quantità. Quindi a partire dall’ingrediente con maggiore quantità fino a quello in minor quantità”.

Guardiamo le etichette: la differenza dei nomi inglesi e quelli in latino

“I nomi difficili inglesi o comunque complicati e incomprensibili sono solitamente chimici. Mentre i nomi latini sono quelli di origine naturale, perché in genere sono piante, quindi c’è il nome botanico”, spiega la biologa. “Si può fare un esempio per tutti. Nei mascara normalmente sono presenti cere, oli e poi coloranti. L’ordine di questi componenti può variare nel mascara a seconda anche della sua funzione. Quindi se volumizzante o waterproof ci sarà più o meno di uno di questi componenti, per dargli la caratteristica specifica di quella categoria”. E per quanto riguarda l’efficacia degli ingredienti naturali? “Non c’è una risposta in questo caso semplicistica. È chiaro che molti prodotti naturali sono conosciuti e sono efficaci, però la quantità che ne serve potrebbe essere maggiore” continua la quality assurance nel settore farmaceutico. “Quindi se si trattano chimicamente le sostanze naturali, per averne un estratto concentrato, l’efficacia si mantiene ed è quella del prodotto naturale, ma è stata concentrata in una quantità molto più piccola, quindi molto più conveniente nell’utilizzo”.

E sul fronte dei cosmetici?

Anche sul fronte delle creme corpo e viso capire la loro composizione non è semplice, per scegliere quello che fa più al caso nostro. Ma l’esperta anche qui ci viene in aiuto. “Per quelle parti del corpo dove ritengo che ci sia meno problematiche, utilizzo prodotti anche della grande distribuzione. Tanto mi serve semplicemente l’effetto idratante piuttosto che nutriente”, dice Cifarelli. “Per quanto riguarda il viso, che ritengo una parte più delicata, scelgo prevalentemente dei prodotti di farmacia o anche di profumeria di alta gamma. Questo non perché l’alta gamma e quindi l’elevato costo dia assolutamente una garanzia di maggiore sicurezza ed efficacia”, specifica la biologa, “ma semplicemente perché sono sicura che in questa tipologia di prodotti c’è alle spalle maggiori attenzioni e quindi uno studio più approfondito. Non sempre quello che viene conclamato si rivela poi dopo realmente conseguito. Ma questo poi dipende dal sogno che ogni persona ha, specialmente arrivati alla mia età, che il cosmetico possa essere miracoloso. Cosa che non è purtroppo”.

Il make up del futuro

“Il trucco per me è una cosa molto importante perché dà consapevolezza di sé, aiuta a sentirsi più sicuri”, dice l’esperta. “Quelli del futuro dovranno tener d’occhio quelli che sono i problemi che emergono di volta in volta con il passare del tempo. Chi lo sa se un domani riusciremo ad avere cosmetici che ci possano proteggere anche nei confronti di quelle che saranno le nostre sfide del futuro, per quanto riguarda le parti corporee esposte”.

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