Se oggi il tema della sostenibilità ambientale incontra un'attenzione sempre più crescente da parte di noi consumatrici, è anche grazie all'impegno individuale di chi ha deciso di trasformare la propria speranza nel cambiamento in azione.
È il caso di Greta Thunberg, la giovane svedese che combatte per il clima ogni venerdì (e per questo candidata al Premio Nobel della Pace 2019) e di nuove realtà che quotidianamente profondono il loro impegno in attività di sensibilizzazione e informazione per condividere con noi dati, notizie e iniziative, ricordandoci i diritti e i doveri che abbiamo nella protezione ambientale del nostro pianeta.
Diritti, come quello di chiedere più partecipazione e più soluzioni per la salvaguardia dell'ecosistema a chi occupa posizioni di responsabilità e doveri, come quello di attuare da subito uno stile di vita più sostenibile, partendo dai prodotti che utilizziamo quotidianamente.
Storie Sfuse è una di queste realtà. Si tratta di un account Instagram, ideato e gestito da quattro ragazze per diventare una vera e propria guida formato social alla riduzione dell'inquinamento causato dalla plastica usa e getta. Nei loro post, Marica, Milena, Anna e Anna (nessun errore, sono due!) condividono ricette fai-da-te, citazioni e consigli che spaziano dalle abitudini quotidiane ai documentari da guardare per un'informazione a tutto tondo sul problema della plastica. Niente di meglio, insomma, per restare informate sul tema e scoprire come dare il nostro apporto partendo da una semplice scrollata su Instagram.
Dopo aver trovato una serie di soluzioni ecofriendly e plastic-free per eliminare la plastica dalla nostra pausa pranzo e dall'igiene personale, abbiamo deciso di indagare la più ampia questione della beauty routine e chiedere qualche consiglio alle ragazze di Storie Sfuse. In questa intervista, oltre a parlarci meglio del progetto e aiutarci a capire più a fondo il problema, ci regalano i loro consigli sostenibili, con tanto di tips per prodotti fai-da-te da realizzare comodamente a casa.
Ciao ragazze, partiamo dalle presentazioni: come nasce Storie Sfuse? Qual è la sua missione?
"Storie Sfuse è il nostro contributo per un mondo con meno plastica usa e getta. A portare avanti questo progetto siamo in quattro, Marica, Milena, Anna e Anna. Ognuna di noi si è avvicinata al tema della sostenibilità ambientale per motivi diversi, ma col tempo ci siamo ritrovate a raccontarci i primi esperimenti verso una vita con meno plastica. Qualche mese fa, abbiamo sentito il desiderio di condividere con altre persone quello che stavamo imparando. E così abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, mosse non solo dalla preoccupazione rispetto al tema dell'inquinamento creato dalla plastica, ma anche dalla convinzione che ognuno di noi possa contribuire a invertire la rotta. Sull’account Instagram di Storie Sfuse condividiamo i consigli semplici e pratici per ridurre il consumo di plastica usa e getta, ma anche articoli, ricette, brand da conoscere e tanto altro. Ci stiamo impegnando perché Storie Sfuse diventi un mezzo per ispirarsi, scambiarsi consigli e creare conversazioni. Vogliamo motivare le persone ad intraprendere la sfida per la riduzione del consumo di plastica usa e getta attraverso piccole azioni quotidiane".
Parliamo di plastica usa e getta: perché è un problema?
"Il problema della plastica usa e getta deriva dal consumo massivo che se ne fa, che negli ultimi decenni è cresciuto a dismisura. Basti pensare che la produzione mondiale di plastica monouso è passata da 35 milioni di tonnellate nel 1970 a 348 milioni di tonnellate nel 2017. E questa plastica si sta accumulando nelle discariche, nell’ambiente e negli oceani, avvelenando il nostro pianeta. Ogni anno, proprio negli oceani, vengono riversati oltre 8 milioni di tonnellate di plastica(, che si uniscono a quelle già presenti e vanno a formare immense isole galleggianti che si estendono per milioni di chilometri quadrati. La plastica è un materiale duraturo che non si biodegrada ma si decompone in pezzettini, detti microplastiche, molto pericolosi per l’ambiente e per l’uomo. Le microplastiche, infatti, sono talmente piccole da essere quasi impossibili da raccogliere. Inoltre, a causa delle dimensioni ridotte, vengono ingerite dagli animali marini entrando così nella nostra catena alimentare. Per questo, soluzioni come il riciclo non sono più efficaci: serve un taglio drastico alla produzione e al consumo di plastica. C’è una frase che secondo noi sintetizza bene questo concetto: If your bathtub was overflowing, you wouldn't immediately reach for a mop - you would first turn off the tap. That's what we need to do with single-use plastics. (Annie Leonard and Martin Bourque)".
Come possiamo adottare una beauty routine sostenibile?
"Facendo un passo alla volta. Cambiare contemporaneamente tutti i prodotti che costituiscono la propria beauty routine è un approccio che generalmente sconsigliamo. Sostituire i prodotti richiede del tempo per testarne di nuovi e trovare quelli giusti: iniziare un po’ alla volta è un buon punto di partenza. In più, buttare tutti i prodotti che si hanno in casa per sostituirli con altri (anche se plastic-free), genera moltissimo spreco. Quello che consigliamo è di iniziare ad informarsi sui prodotti che esistono in commercio e poi, ogni volta che si esauriscono le scorte di un prodotto, sostituirlo con uno plastic free. Per esempio, si può iniziare dai saponi viso e corpo solidi, dai detergenti in contenitori di vetro, dallo shampoo solido o dalle salviette struccanti lavabili, che eliminano lo spreco derivante dai dischetti di cotone e dalle salviette usa e getta".
Tre sustainable influencer da seguire subito?
"Tra i nostri preferiti ci sono:
@carotilla_, alias di Camilla Mendini, è una blogger italiana che vive a New York. Sul suo profilo Instagram e sul canale YouTube offre spunti e consigli riguardo prodotti plastic-free, oltre a parla di moda etica e sostenibile (lei stessa è la creatrice del brand @amorilla_clothing).
@trashisfortossers è l’account Instagram di Lauren Singer, esponente del movimento zero waste e fondarice di @packagefreeshop, negozio di prodotti zero waste. Grande fonte di ispirazione, racchiude tutta la spazzatura da lei prodotta dal 2012 a oggi all’interno di un unico barattolo di vetro.
@alexbellini_alone è un esploratore che sta navigando, a bordo di una zattera, i 10 fiumi più inquinati al mondo seguendo il percorso dei rifiuti in plastica, che termina negli oceani. Per noi è una grande fonte di ispirazione perché si sta impegnando per smuovere le coscienze collettive, ed è quello che anche noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare".
E il vostro beauty tip fai-da-te preferito?
"Te ne raccontiamo 4, uno per ognuna di noi.
Marica: il mio prodotto beauty fai-da-te preferito è sicuramente il burrocacao - ne uso tantissimo! Un burrocacao fatto in casa permette di riutilizzare il packaging in plastica, senza comprarne di nuova, così da diventare zerowaste ed essere completamente naturale. Farlo in casa è semplice, basta recuperare gli ingredienti, scioglierli a bagnomaria, versarli nei contenitori e lasciarli raffreddare in freezer.
Milena: ormai da anni realizzo in casa le mie maschere viso. Con ingredienti molto semplici si ottengono maschere più economiche ed ecologiche rispetto a quelle in commercio. Ad esempio basta un cucchiaio di argilla verde o bianca, qualche goccia di succo di limone, dell’infuso di the verde e poche gocce di olio essenziale per creare un’ottima maschera viso purificante.
Anna: il deodorante è un prodotto fondamentale per l’igiene personale quotidiana. Quello fatto in casa è molto facile da fare, è 100% naturale e waste-free. Alla base di burro di karité, olio di cocco, amido di mais e bicarbonato si possono aggiungere oli essenziali a scelta, e il deodorante è pronto!
Anna: il mio beauty tip riguarda lo shampoo secco, per ridare leggerezza ai capelli senza doverli lavare ogni giorno (chi ha i capelli fini e grassi capirà). Basta mischiare argilla bianca, borotalco, amido di mais, qualche goccia di olio essenziale e lo shampoo secco è pronto. Si usa un pennello per distribuirlo sul cuoio capelluto e il gioco è fatto!".












